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martedì 4 giugno 2013

Berluska re di Sardegna? movalà!

Si sono aperti i giochi per l'elezione del nuovo Consiglio Regionale della Sardegna.

Sono due ex governatori che si contendono l'onere di guidare questa non sempre felice isola fuori dal disastro economico in cui si trova:

Renato Soru, sardo figlio di sardi, sguardo amichevolmente severo, gradevole eloquio che ti spinge ad ascoltarlo, abile imprenditore presidente della Tiscali, arcigno difensore dei diritti continuamente calpestati della Sardegna e sconfitto alle ultime elezioni regionali da un presidente del Governo centrale che praticamente smise di frequentare palazzo Chigi per scorribandare da Alghero a Villasimius trascinandosi dietro il figlio un po' tonto di un suo commercialista, certo Ugo.

Ugo Cappellacci (e già il cognome non ispira garanzia di qualità), figlio di un commercialista di Silvio, dalla personalità di un tremoriggio (vermiciattolo locale adattissimo come esca per la pesca con ami) che un bel giorno, praticamente a sua insaputa,  si è ritrovato inopinatamente Governatore della Regione Sarda.
Gli ci sono voluti tre anni per capire dove si trovasse e per fare cosa ed il resto del tempo a tenersi avvinghiato alla poltrona e all'ufficio cassa.

Rasputin Silvio, in arte berluska, ha in Sardegna una adeguata quantità di interessi da ritenere che questa Regione non possa assolutamente passare al nemico, soprattutto se si chiama Soru e se ha in testa che le coste sono una ricchezza primaria della Sardegna e che prostituirle ai soliti frequentatori di banche caraibiche non sia proprio un investimento a favore dei sardi.

Vedremo come andrà a finire, ma personalmente ho messo da parte una bottiglia di vermentino di Uri da offrire il giorno in cui Soru tornerà a governare.



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