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domenica 2 giugno 2013

Camalli e cammelli

Ci sono i camalli, lavoratori del porto di Genova, ci sono i cammelli, utilissime navi del deserto e poi c'è un avaro genovese over 60 e un po' coglione, che per risparmiare sul traghetto attraversa lo stretto di Messina a nuoto.

Fra i tre esempi è chiara l'utilità dei primi due gruppi, mentre un dubbio, un fortissimo dubbio, sull'utilità dell'esistenza dell'avaro e avido genovese viene confermato dalla sua ultima esternazione.

Ha detto che l'Italia è un cammello con le gobbe sgonfie perso nel deserto e che da un momento all'altro dobbiamo attenderci l'esercito, l'aviazione e la marina che ci bombardano preventivamente per non farci urlare troppo.

In pratica, con lui in circolazione è come convivere con un frate trappista che ogni volta che ti vede ti fa presente, con tono della voce sul lugubre, "aò, aricordete che devi da morì".

Ma va in mona, belìn!







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