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giovedì 10 ottobre 2013

Amnistia o indulto per i politici? Non ci provate

Ancora nessuna decisione è stata presa circa la ventilata concessione di amnistia e/o indulto, ma la notizia circola e fa girare in modo sgangherato i neuroni di noi pacifici ed onesti cittadini.

Dicono che le carceri sono strapiene ma intanto ci sono penitenziari nuovi mai aperti per mancanza di personale e una barca di caserme dismesse da convertire in tempi rapidi in carceri a bassa sicurezza.

Sappiamo tutti che l'amnistia ed il condono non hanno mai risolto il nostro problema del sovraffollamento delle carceri perchè il ladruncolo, il pusher e lo sbandato fatto uscire, dopo poco tempo viene inevitabilmente ribeccato per la sua illegale attività di sopravvivenza.

Sappiamo anche che il nostro Parlamento ha depenalizzato alcuni reati al solo scopo di non fare entrare in carcere un solo ometto politico, ridancianamente noto al mondo intero.

E allora? A che minkia serve questo governo delle riforme e della ripresa economica (che comunque trascinerà anche noi, adesso che abbiamo, a nostre spese, rimesso in ordine quei conti che la classe politica italiana degli ultimi 30 anni aveva allegramente disastrato), a non fa entrare o restare in galera i colleghi politici di ogni grado presi con le mani nel sacco?

Non è credibile che i politici usciti dall'ultima bufera elettorale abbiano voglia di mostrarsi succubi e complici di quella malata classe di amministratori corrotti che è in via di eliminazione: equivarrebbe al loro suicidio elettorale.

Non è credibile, però stiamo attenti e ricordiamolo a lorsignori.



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