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mercoledì 2 ottobre 2013

Storie di zecche e vermi solitari

Questa mattina si è trasformato in verme solitario camuffato con l'abito da festa e non appena Letta ha ingerito la vittoria della fiducia del Senato si è proditoriamente inserito nel suo intestino, con la scusa di votare anche lui quella fiducia che fino a 10 minuti prima gli aveva negato, ed ha incominciato a gozzovigliare con i residui della digestione del defunto berlusconismo che transitava pacatamente verso una giusta defecazione.

Sfamato ma non appagato, il silviaccio si è ora trasformato in una zecca per colpire Letta nel suo sangue toscano.

"Non muoio neanche se mi uccidono" aveva predetto il famoso nano pompettato, e questa schifosa metempsicosi a cui stiamo assistendo ci fa capire che lui gode di oscure protezioni laggiù dove il riscaldamento è gratuito, e che purtroppo dovremo sopportarlo ancora per un po'.






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