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martedì 25 febbraio 2014

Roba da 7° cavalleggeri

Niente squilli di tromba, salvo alcune scoreggine firmate 5 stelle, ma l'ingresso di Matteo, novello Jesus Christ Superstar, nelle case degli italiani durante la fiducia parlamentare ha sortito l'effetto di una hollywoodiana carica del vetusto 7° cavalleggeri: fine dello stress da ansia, euforia per il lieto fine ed esaltazione nel vedere la sempre affascinante carica di giovani cavalieri con sciabole sguainate.

Questo è arrivato al grande pubblico, ma nei più oscuri anfratti della politica si sono manifestate sensazioni diverse e prive di entusiasmo, quali la consapevolezza di essere ormai fuori gioco, oppure il dubbio di essere stati fraudolentemente inchiappettati o anche il timore che in questo parapiglia qualcuno ne approfitti per sfilare il solido vecchio bancomat a qualche ingenua debuttante di scuola partenopea.

Solo un vecchio baldraccone, l'ineffabile Silviaccio, reduce da mille battaglie ma mai passato sotto le forche caudine, sta in un angolo, sornione, a degustare un drink.

Sarà vera gloria?
Non lo sapeva il poeta, figuratevi se mi azzardo io. 








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