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lunedì 24 marzo 2014

Euforia in Casa Pascale

Povero silvietto, il piacione lombardo innamorato di una napoletanissima scugnizzetta a cui però non riesce a regalare un pur minimo sorriso.

Si, i soldi, i regali...  ma quando a casa sei costretta ad inciampare in un renato brunetta o essere investita dal TIR denis verdini oppure morsa dalla vipera subalpina santanché, non vedi l'ora di uscire con il tuo amato sire consorte per godere degli applausi e degli inchini dei suoi fedeli e fidati sudditi forzitalioti, ma se all'ingresso del palazzo reale vieni accolta dal clangore di catene rotanti e di mazze ferrate che suonano lugubri note su teschi disperatamente vuoti e poi urla, sghignazzi, oscene volgarità urlate con straziante intensità, beh, allora è naturale porsi la più classica delle domande esistenziali: "...chi t'ha muort, io t'agge vasato, ma tu rospo si rimast, quale principe azzurro!", che poi più che una domanda è una considerazione.

Ed allora arriva la delusione, quella orrida condizione dell'anima che ti spinge a pronunciare l'irreparabile frase: " mavaffan... meglio Renzi!"





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