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mercoledì 7 maggio 2014

Napoleone Salvini

Napoleone S., dei legaioli imperatore, è salito su Embelle2, la ciuca grigia emula dell'omologa giovin cavalla su cui Napoleone I° si era fatto ritrarre, ed è quindi partito insieme con le quattro o cinque guardie patano-visigote superstiti dalla sbronza collettiva del weekend, puntando verso l'ex Regno delle due Sicilie che, essendo 'ex', riteneva potesse essere facilmente annesso alla patania.

Giunto in quel di Napoli e trovata una piazza affollata che lui  ritenne degna del suo proclama di annessione, si erse sull'arcione della malconcia somara ed alzò il dito medio verso il cielo, a voler indicare per conto di chi lui stesse per prendere parola.

Strano popolo, quello partenopeo: innanzitutto non puzzava, come invece lui cantava nelle sue epiche odi alcolistiche, ed anzi le persone apparivano linde e dallo sguardo aperto, ma, superata qesta prima sorpresa, incominciò a pronunciare la dichiarazione di annessione.

"Popolo napoletano..." e qui finì l'annuncio perché un concerto di pernacchie in fa maggiore suonato da una orchestra di un migliaio di esperti musicanti impietrì lui e spaventò la somara che lo disarcionò e scappò ragliando verso il più accogliente nord.

Il brancaleonesco Napoleone Salvini imperatore di Muggiò fu aiutato ad alzarsi da terra da un signore mascherato vestito con un candido camicione ed uno strano cappuccio che, una volta in piedi, gli chiese gentilmente di girarsi di schiena.

Quello che successe poi è un segreto sul quale, durante il penoso viaggio di ritorno, le guardie patano-visigote sono state obbligate a giurare, pena il taglio del pisello e l'esilio da tutte le osterie del Lombardo-Veneto.

Ma noi abbiamo una documentazione clandestina.




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