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domenica 12 ottobre 2014

Il vecchietto non zompetta più

Sapete quei crolli d'età che proditoriamente, ma insesorabilmente, si manifestano una mattina che guardandoci allo specchio stentiamo di riconoscerci in quelli che eravamo il giorno precedente?

E' la psiche che accarezza e coccola il nostro cammino nel tempo nascondendocene gli effetti, ma arriva sempre il momento in cui la finzione non basta più ed allora, all'improvviso, ci accorgiamo di essere dei quarantenni, cinquantenni e via così finché riusciamo a respirare.

Al silvietto nazionale un crollo sta succedendo in questi giorni, ma lui ostinatamente continua a prendere a calci la sua psiche urlando "vattene, brutta e perfida vecchiaccia, io non posso essere quello che mi mostri, io sono sempre silvio il grande!"

Povero silvio, che tristezza vedere te, il personaggio che rappresentava l'arrogante infamia del male per noi difensori della democrazia, ridotto a dover pasteggiare accanto ai barboni della politica al tavolo scalcinato della solita protesta inutile quanto immotivata.

Eppure, quel briciolo di simpatia che avevi comunicato quando hai accettato di aiutare il Paese nel percorso delle riforme è rimasto, e per questo voglio ancora  pensarti come nella vignetta,

Rimba, il nostro tempo ci sta presentando il conto, sorridi, perché il brutto verrà quando quel conto non ci arriverà più.



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