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lunedì 10 novembre 2014

Silvio, ma quanta muffa hai lasciato?

Hai incominciato tu con quella muffa da svenimento che ti ha fatto sfilare davanti alle telecamere in posizione orizzontale, occhietti semichiusi ma attenti, sorretto a braccia dal tuo premuroso medico personale e dalle tue sghignazanti, ma attente a non fa trapelare il loro divertimento, guardie del corpo. 

Poi è arrivato quel tiro della madonna (nel senso della madonnina di Milano) che ha costretto il tuo premuroso medico personale (ma non è che ti porti sfiga? Quando qualcuno di pesta lui stranamente è sempre lì.) a irrorare il tuo dolce visino con liquido color rosso sangue e portarti in macchina in una clinica segreta.
Questa trovata ti è valsa settimane di prime pagine, mica uno spot su retequattro.

Poi è stato il turno dell'attentato al tuo tirapiedi vociante, quel belpietro direttore del tuo quotidiano di famiglia il cui caposcorta da TSO (trattamento sanitario obbligatorio) si è messo a sparacchiare per le scale del condominio, forse a caccia di zanzare.
E anche in quel caso prime pagine e indignazione istituzionale a gogò.

La muffa si espande, si sa, e purtoppo tu hai frequentato a lungo via Bellerio, dove inevitabilmente ha attecchito.

E le conseguenze si sono viste in questi giorni, con l'iponeuronico salvini matteo, nullafacente ma segretario della tua succursale milanese, la famigerata lega nord, che con il lumicino ed imbrogliando la polizia è riuscito a trovare qualcuno che facesse bubua all'auto su cui viaggiava.  Si immagina previo pagamento di qualche tariffa.

Silvié, e scrostati bene prima di stringere la mano a qualcuno, che cacchio!



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