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sabato 11 luglio 2015

#Calimerostaisereno

In certe magiche notti della dolce primavera romana, davanti a Palazzo Chigi arriva uno strano personaggio, strambo cappellaccio bianco tipo uovo di struzzo a nascondergli la calvizie, che sosta rivolto all'ingresso del palazzo e canticchia con macilenta voce la struggente canzone 'chitarra romana', evidentemente rivolta ad una sconosciuta fornarina che, a quanto pare, l'ha mandato in bianco.

Ma si sa che le chitarre romane non si fidano dei pisani, quelli che di giorno litigano per poi di notte andare a rubare insieme, e quindi la sua insipida voce rimane, oltre che cacofonica, anche senza alcun accordo.

Ps.
'UN' pisano, non tutti, cari amici pisani: so bene che conviene essere in buona con gente che riesce ad inclinare anche le torri.



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